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Tra robot umani, baci proibiti con Ornella Muti e pranzi col figlio del capo “Grandi magazzini”

Tra robot umani, baci proibiti con Ornella Muti e pranzi col figlio del capo “Grandi magazzini”
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Un viaggio esilarante nella commedia cult del 1986 firmata Castellano e Pipolo: riscopriamo le gag più iconiche e i momenti indimenticabili guidati da un cast stellare che ha fatto la storia del nostro cinema.

Tra robot umani, baci proibiti con Ornella Muti e pranzi col figlio del capo “Grandi magazzini”

Uscito nel 1986 e diretto dal celebre duo Castellano e Pipolo, Grandi magazzini è una pellicola simbolo del cinema comico italiano degli anni Ottanta. Una lunga serie di gag fa da ossatura a un film tutto sommato slegato e solo a tratti divertente. In una stravagante giornata ai grandi magazzini si incontra infatti tutta una serie di macchiette più o meno riuscite nonostante l’impiego di un cast “tutte stelle”, nel quale ricordiamo in piccole apparizioni Nino Manfredi, Laura Antonelli, Michele Placido, Lino Banfi, Christian De Sica, Ornella Muti, Massimo Boldi e Paolo Panelli.

Pur non brillando sempre per coesione narrativa, il film è considerato un vero e proprio cult per l’energia straripante dei suoi sketch, che funzionano come piccoli cortometraggi comici autonomi. Le clip che abbiamo selezionato per voi catturano perfettamente l’anima di quest’opera: momenti di farsa, equivoci surreali e irresistibili colpi di scena che riescono a esaltare il talento dei singoli interpreti, regalandoci scene ormai entrate di diritto nella memoria collettiva senza mai svelare troppo del finale.

Bacia Ornella Muti e poi torna dalla fidanzata ma resta senza parole | Grandi magazzini

In questa esilarante sequenza, ci addentriamo in una delle sottotrame più romantiche e surreali dell’intera pellicola, che vede protagonisti un ingenuo fattorino e la bellissima Ornella Muti (nei panni di se stessa). L’incontro fortuito tra i due tra le mura dei grandi magazzini genera una serie di equivoci che culminano in un momento di inaspettata e sognante dolcezza, seguito però da un brusco e tragicomico ritorno alla realtà. La comicità di questa scena si basa interamente sullo stridore tra l’incredibile favola a occhi aperti vissuta dal protagonista e la banale quotidianità in cui ripiomba una volta tornato dalla sua fidanzata ufficiale. Si tratta di una clip memorabile perché sfrutta al massimo la recitazione stralunata e l’umorismo “sottile” tipico di Renato Pozzetto, capace di regalare espressioni di puro smarrimento di fronte all’imprevedibilità del destino. È un momento iconico che mescola sapientemente la suggestione romantica con la più classica delle commedie degli equivoci, mantenendo una leggerezza irresistibile.

Guarda il video: Bacia Ornella Muti e poi torna dalla fidanzata ma resta senza parole

Paolo Villaggio finge di essere un robot ma il test finale è incredibile | Grandi magazzini

Uno dei vertici assoluti della comicità fisica del film è sicuramente questo sketch che vede un disperato Paolo Villaggio costretto, a causa di una truffa finita male, a fingersi un droide umanoide in vendita nel reparto tecnologico. Sottoposto alle spietate verifiche di un potenziale e inflessibile acquirente, il finto robot deve sopportare ogni sorta di angheria senza mai poter svelare la propria natura umana. La tensione comica in questa scena è quella puramente slapstick, un marchio di fabbrica di Villaggio, che porta il suo corpo al limite della sopportazione fisica in un crescendo di trovate tanto crudeli quanto divertenti. Questa sequenza è entrata di diritto nella storia del cinema comico italiano perché ripropone l’eterno tema dell’inetto sottomesso, ma lo trasporta in una dimensione fantascientifica ed esilarante. Il test finale a cui viene sottoposto è un trionfo di mimica facciale e tempi comici perfetti, capace di far ridere a crepapelle anche lo spettatore più esigente senza rovinare l’effetto sorpresa.

Guarda il video: Paolo Villaggio finge di essere un robot ma il test finale è incredibile

Invita a pranzo il figlio del capo ma non sa la verità | Grandi magazzini

Questa brillante clip ci porta direttamente al cuore delle dinamiche aziendali più imbarazzanti, mettendo in scena un goffo tentativo di servilismo che prende una piega del tutto inaspettata. Un malcapitato dipendente, nel tentativo di ingraziarsi i vertici dell’azienda, decide di invitare a pranzo colui che crede fermamente essere il figlio del capo dei grandi magazzini, innescando una farsa ricca di malintesi clamorosi. La tensione comica scaturisce dall’asimmetria delle informazioni: lo spettatore capisce ben presto che le cose non stanno come sembrano, mentre il personaggio continua a scavarsi la fossa con le proprie mani a colpi di riverenze e gaffe involontarie. L’imbarazzo palpabile e il crescendo dell’equivoco rendono questa sequenza una perfetta satira sociale sui rapporti di potere sul posto di lavoro e sul desiderio di “svoltare”. È una scena degna di nota che dimostra come una scrittura basata su dialoghi ficcanti e situazioni al limite dell’assurdo possa generare risate inarrestabili, tenendo lo spettatore incollato allo schermo fino alla spiazzante rivelazione finale.

Guarda il video: Invita a pranzo il figlio del capo ma non sa la verità

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