Da Paolo Villaggio e Lino Banfi a Massimo Boldi: viaggio nella commedia corale del 1985 attraverso le tre scene più esilaranti della caserma Settecamini.

Uscito nelle sale nel 1985 sotto la sapiente regia di Neri Parenti, “I pompieri” si è rapidamente imposto come uno dei titoli più amati e rappresentativi della commedia corale italiana degli anni Ottanta. Al centro della vicenda c’è la caserma “Settecamini” di Roma, casa della disastrosa Squadra 17: un gruppo di vigili del fuoco scalcinati, perennemente in attesa di un’occasione di riscatto ma protagonisti solo di clamorosi insuccessi. La squadra vanta personaggi indimenticabili, portati in scena da mostri sacri della risata come Paolo Villaggio e Lino Banfi, affiancati da una bravissima Angela Finocchiaro. Agli ordini del caposquadra sonnambulo Armando Bigotti troviamo il vedovo Traversi (costretto a nascondere il figlioletto in caserma), il viziato Spina, l’anziano Ruoppolo e lo sventurato Casalotti, un civile catapultato in divisa per un assurdo errore burocratico.
Questo film è considerato un vero e proprio cult perché incarna alla perfezione l’anima goliardica e caciarona di quel decennio, unendo gag fisiche a equivoci esilaranti che coinvolgono anche la vita privata dei protagonisti, dal severo comandante Pacini all’invadente cronista Pirovano. Le tre clip che abbiamo selezionato (rigorosamente senza spoiler sul rocambolesco finale!) sono lo specchio perfetto di questa pellicola: momenti di pura comicità slapstick, spacconate smentite dalla realtà e situazioni imbarazzanti che vi spiegheranno perché, a distanza di quasi quarant’anni, le gesta della Squadra 17 continuano a farci ridere a crepapelle.
La Squadra 17 sfila in trionfo ma per Massimo Boldi la sorpresa è un’altra! | I pompieri
In questa scena corale assistiamo a uno dei rarissimi momenti in cui la sgangherata Squadra 17 sembra finalmente godersi un po’ di gloria e visibilità, sfilando in divisa davanti alla folla. Tuttavia, la tipica comicità degli equivoci che permea l’intero film prende subito il sopravvento, regalando all’invadente inviato di Telecosmo, Max Pirovano (interpretato da Massimo Boldi), un colpo di scena del tutto inaspettato. La sequenza gioca magistralmente sui tempi comici e sulle reazioni esagerate dei personaggi, trasformando un potenziale momento di trionfo in un siparietto tragicomico. È una scena iconica proprio perché riassume la sfortuna cronica e il caos che circondano i protagonisti, ribaltando le aspettative dello spettatore con una gag visiva fulminea e irresistibile.
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Il disastro con Hulk nella doccia e le lezioni di rimorchio | I pompieri
Il cameratismo all’interno della caserma “Settecamini” regala perle di comicità pura, specialmente quando i pompieri si confrontano sulle loro presunte abilità seduttive. In questa clip, i goffi tentativi di impartire o ricevere “lezioni di rimorchio” si scontrano con la dura realtà dei fatti, mettendo a nudo i problemi di approccio del caposquadra Bigotti e smontando le continue spacconate del viziato Spina. L’atmosfera goliardica viene però bruscamente interrotta da un incontro ravvicinato nelle docce con un collega dalle dimensioni spaventose, ribattezzato ironicamente “Hulk”. Questa sequenza è un piccolo capolavoro di comicità fisica: le espressioni di puro terrore sui volti degli attori di fronte all’imponente vigile del fuoco rendono il momento indimenticabile.
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Racconta il suo passato da pugile e sorprende tutti | I Pompieri
Per coprire il collega Traversi, che ha nascosto il figlioletto Tonino in caserma, e per non far infuriare il severo comandante Pacini, il povero caposquadra Armando Bigotti si ritrova incastrato in una situazione assurda: deve combattere un incontro di pugilato. In questa scena, il protagonista cerca di farsi coraggio e di impressionare i compagni di squadra raccontando aneddoti totalmente inverosimili sul suo presunto e glorioso passato da pugile professionista. La risata scaturisce in modo naturale dal palese contrasto tra le sue parole spavalde e la sua evidente inadeguatezza atletica, esaltata dalla fisicità del suo interprete. È un momento degno di nota perché, oltre a far ridere di gusto, prepara il terreno per un match sportivo disastroso, dimostrando però quanto il caposquadra sia disposto a sacrificarsi per proteggere i suoi uomini.
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